Testimonianze

Ho iniziato a frequentare il corso di Araceli per curiosità nel 2001, dopo tanti anni di danza classica, e mi sono subito accorta che il mio corpo in quel tipo di danza riusciva ad esprimere tutta la mia irrazionalità e le mie emozioni. È STATO AMORE A PRIMA VISTA!!! Confrontarmi con una danza diversa da quella che avevo fatto per tanti anni, mi ha permesso di lasciar andare il mio corpo, senza pensare troppo al movimento ma più al ritmo; è stato come sfuggire ad una etichetta, a delle regole e quindi al grosso limite della danza classica. Questo avvicinamento è stato favorito da un’insegnante bravissima, anche come ballerina, piena di passione ed energia, sempre pronta a spronarci a fare di più, a fare cose nuove ma sempre divertendoci. Faccio il medico e non ho più frequentato corsi di danza da questa esperienza, e pensandoci bene senza un vero motivo; ma porto con me, anche nel mio lavoro, gli insegnamenti appresi, e spesso, in momenti diversi, quelle emozioni mi aiutano a superare le difficoltà che incontro.

Carolina (Medico)

Ho incontrato questa danza quasi per caso, come spesso accade con il destino. Avevo 36 anni, era il 2009, accompagnavo mia figlia a danza classica, e continuava a cadermi l’occhio su questo gruppo di donne ( e qualche uomo) eterogeneo per età e apparenza: sciamavano dentro alla stanza con un’energia gioiosa, al ritmo di musiche travolgenti. Ricordo di avere pensato, che bello! Ma non io, non sono portata, non ho tempo, non ho mai danzato ed è certamente troppo tardi ora. E invece. Invece poi ho seguito l’istinto e sono rimasta con Araceli per quattro anni, nei quali abbiamo fatto corsi, laboratori e spettacoli. Abbiamo fatto amicizie che tuttora mi accompagnano. Abbiamo condiviso divertimento, imparato attraverso il corpo in movimento, scoperto limiti, giocato a travestirci, guardato in faccia i nostri imbarazzi, incrociato percorsi di vite alieni a noi. Abbiamo vissuto intensamente, riso, pianto, ci siamo riviste nei miti e negli archetipi, abbiamo imparato il contatto fisico dei corpi e abbiamo ballato tanto (ballato bene mai, io; ma ballato per me stessa di certo sì, quindi che importa?). Questa esperienza per me è stata fondamentale, arrivata com’è in una fase di transizione, di incertezza, dove era necessario lasciarmi andare e sperimentare, dove dovevo ritagliarmi spazi solo miei, dove ciò che mi era familiare e conosciuto non mi bastava più, dove non dovevo essere io a guidare e scegliere ma era la danza, la musica, il gruppo, il corpo a farlo. E tuttora, anche se il mio percorso è continuato in altre direzioni, penso che quello che ho imparato ancora mi accompagni in tanti modi: quando insegno, quando cerco una comunicazione non verbale, quando sono mamma e donna, quando “sento”, quando muovo le mani e instauro un contatto, quando mi fido di quello che scorre sotto la superfice delle cose. Insomma, quando vivo.

Cecilia (Docente)

Ho iniziato la Danzateatro delle Origini a gennaio del 2020, prima e durante la quarantena per il covid-19. Anche se per breve tempo, la danza di Araceli mi ha dato tantissimo. Prima di tutto ho conosciuto donne splendide, piene di energia e magia, tra le quali Araceli, vera colonna portante di questo cerchio di amore e condivisione. Sono stata fin da subito accolta come una sorella nel gruppo. La Danzateatro delle Origini mi ha confermato la forza straordinaria di comunicare con gli occhi, con il corpo in movimento, con i gesti archetipi dell’anima. Vorrei accogliere l’idea di poterla utilizzare nel momento in cui entrerò meglio nel mondo del lavoro.

Chiara (Laureata in Scienze della Formazione)

Nella magia degli incontri e per il mio interesse per la danza, come canale di autoconoscenza, incontrai la Danzateatro delle Origini nella Escuela Nacional de Danza di Città del Messico, un seminario indirizzato in quell’occasione alla terapia. Ero alla ricerca di un percorso interiore, mentre indagavo i rituali della tradizione. Sono passati molti anni da quell’incontro, ma ricordo ancora bene le sensazioni e le riflessioni che si attivavano in ogni esercizio, il gruppo-tribù, gli elementi, la voce e il movimento, l’animalità, il sacro. In quel periodo ero incinta di cinque settimane e ogni tema del workshop rafforzava la mia genitorialità, guariva le mie relazioni con gli altri e con me stessa. Tornavo all’origine, alla terra, con movimenti ritmici, ondulatori e pulsanti, cercavo il sole. Fu una settimana di lavoro intenso e giorno dopo giorno, rinascevo in ogni momento. Sentivo la verità di quel percorso, la sua organicità, percepivo la mia presenza e pieneza, senza giudizio, attenta, vigile; non importava l’esecuzione tecnica di danza, cercavo solo di essere autentica ; il processo e la dinamica della classe lo facilitava, era naturale e allo stesso tempo profonda. Infinita gratitudine Araceli, per avermi accompagnato a tracciare nuovi percorsi nel mio Essere; ogni corpo è un universo ed esplorarlo dal movimento organico è una porta di espansione e libertà.

Citlali (Artista visuale)

Ho iniziato la danza di Araceli Bárcenas nel 1997 a Pisa. Fin dal 2000 ho seguito gli stages, i seminari, i laboratori e la formazione in Danzateatro delle Origini a Firenze. E' stato un cammino esperienziale di conoscenza e di crescita estremamente profondo, che ha dato l'impronta a tutti i percorsi intimi, creativi e professionali della mia vita. I primi passi alle "origini della danza" e alla riscoperta di me stessa attraverso la danza, di quella incessante ricerca di cui non sapevo ancora di avere sete... li ho mossi a piedi nudi, al ritmo del tamburo, immergendomi nell'intimità delle mie acque, nell'immediatezza degli archetipi, nella forza trasformatrice e creatrice del gruppo. Ho scardinato le mie credenze, i giudizi, i pregiudizi, ho contattato le forze primigenie, gli antenati, la Natura e le fiabe... ho risanato le antiche ferite, ho nutrito la mia "terra" interiore, i miei talenti e la mia femminile essenza. Ho compreso la sacralità di un gesto, l'immobilità, la presenza e l'energia vitale, il silenzio, il linguaggio non verbale, il guardare l'altro negli occhi osservando il corpo come riflesso di un universo comune, il "potere" del corpo energetico, la leggerezza. La storia oltre la storia. Allora non sapevo che mi stavo già occupando della rete di legami, di corpo-mente-emozioni, meditazione, di costellazioni familiari, di sistemi e cicli delle vite e dei viaggi dell'anima... Il lavoro è stato lungo, stratificato, accompagnato da aperture, esperienza, sudore e introspezione, letture, ricerche, vibrazioni. Questo è stato per me un metodo di scoperta "vero", vivo, immediato ma anche sottile, inesauribile di indagine e ricerca. La danza mi ha guidata con coraggio e umiltà, nelle scelte della mia vita, nel lavoro, nei miei studi, con ciò che risuonava con la mia anima, e non con le aspettative del mondo esterno. La danza ed il metodo di Araceli hanno "seminato" i miei "incontri" di formazione professionale nella scelta del triennio di Naturopatia, concluso con una tesi intitolata: "La Danza dell'Energia" nel triennio di studio della Medicina Cinese e della pratica Shiatsu. "Danzare la mia natura" mi ha permesso di mettermi in gioco, affrontare le sfide e vincere le resistenze. L'energia del movimento, il maschile e il femminile, le radici ed il cielo, la connessione col tutto, la spinta alla vita, al respiro, l'energia vitale...Con immensa gratitudine e soddisfazione oggi accompagno, sostengo e incoraggio a farlo chi si rivolge a me nel proprio percorso di vita. Grazie Araceli, grazie Grande Madre, grazie Danza della Vita.

Claudia (Naturopata, Operatore Shiatsu)

Nel 2018, dopo un paio d'anni in cui non avevo più potuto seguire le lezioni e i seminari di Araceli, sono andata a vedere "El sol negro". Lo spettacolo nato dal lavoro di Ara e di chi l'aveva seguita negli anni facendo domande e cercando risposte a passo di danza. E la commozione che ho provato é stata forte e sorprendente. Seduta per terra a pochi passi dal palcoscenico, ritrovavo movimenti e gesti, emozioni e suoni che rivivevo tutti. Ero sul palco con loro, ero terra e acqua, ero rabbia e feste, ero Demetra e Artemide. Ho sentito così come profondamente, e anche inconsapevolmente, il modo di intendere la danza di Ara si fosse radicato e facesse ormai parte del mio, nostro, cammino di conoscenza. Avevo resistito alla danza a lungo, pur essendone attirata da sempre. Finché, all’età di sessanta cinque anni, ho incontrato la Danza Teatro delle Origini di Araceli. Una danza che accettava volentieri le persone "in età", che anzi aveva nella sua cultura la danza come espressione di sé, proprio a qualunque età. E mi sono trovata a casa in quelle musiche ritmate, nei passi scanditi e ripetuti, come in un rito riconosciuto. Perché metteva in contatto con quella parte antica, ma contemporanea, che vuole risvegliarsi e dire la sua, che può parlare senza mediazioni. Che infatti, se richiamata, si esprime: e ci sorprende ogni volta con le sue rivelazioni su quello che siamo e desideriamo. E sono davvero grata ad Ara per la capacità, sua e della sua danza, di creare questo contatto e questo benefico risveglio: attraverso il piacere di muovere il corpo.

Diana (Docente)

Ho conosciuto la Danzateatro delle Origini nel 2003, dopo aver partorito il mio primo figlio. Ho partecipato anche agli stages e alla formazione. Questo percorso mi ha insegnato ad esplorare l'espressività nella danza, ad approfondire le tematiche simboliche legate alla gestualità. Ho partecipato ad un solo spettacolo, a Firenze; è stata un'esperienza molto importante, perché mi ha messo in contatto con le mie dinamiche personali. Credo che il grande stimolo che mi porto dietro dal lontano biennio 2004/2006 sia stato quello di andare al di là dello studio delle tecniche di danza e di volgermi alla ricerca dell'espressività personale, ed al grande desiderio di condividere questa esperienza di benessere, entusiasmo e crescita con gli altri.

Elena (Danzaterapeuta)

Ho iniziato a danzare all’età di cinque anni, classica e balletto, e poi la ginnastica artistica, mia grande passione. A diciotto anni, la danza accademica mi piaceva ma allo stesso tempo mi restringeva; cercavo quel movimento "ideale" in cui sentivo di volare, sensazione che non mi ha più abbandonato ma anzi mi ha spinto a sperimentare molte danze diverse, dal moodern jazz al contemporaneo alla tecnica Graham. Avevo ventitre anni e provai quasi per caso il corso di "danza afro" con Araceli Bárcenas e da quel momento non ho più smesso! Ricordo che c’erano molte molte persone a fare questa danza e sono stata subito sedotta dalle percussioni dal vivo che accompagnavano le classi. Ho frequentato corsi, seminari, laboratori e partecipato agli spettacoli. Fra altre attività insegno anche danza ispirandomi, per la parte atletica alla ginnastica artistica e per quella dell’anima al metodo della Danzateatro delle Origini. Con la Danzateatro delle Origini molte cose sono cambiate in me; come un ritorno a me stessa, ho conosciuto la parte di me che non ascoltavo, mi ha coinvolto. Nello spettacolo "Metamorfosi", ad esempio, che includeva la scoperta del selvaggio urbano represso, ho toccato la terra e poi il cielo, il sacro e il profano, l’espressione nella danza e nel teatro. Attualmente insegno yoga e danza ai bambini e condivido con loro i doni ricevuti dalla mia Maestra, di quelli quindici anni intensi di preziosi insegnamenti, di quella via tra cielo e terra, di quella magia nel momento di danzare. Grazie Araceli, come maestra, attenta osservatrice, anima sensibile che mi accompagna fuori e dentro di me.

Elena (Insegnante di yoga danza, ginnastica posturale e di lingue)

Ho conosciuto la Danzateatro delle Origini nel 2015, avevo 45 anni. Per me è ed è stato un percorso di crescita molto importante. Fin dal primo momento che ho iniziato a seguire il percorso, mi sono sentita motivata e affascinata. Ricordo che quando ho iniziato a frequentare il corso in un periodo particolarmente critico della mia vita. Avevo bisogno di riacquistare autostima e fiducia in me stessa, e grazie alla danza ho riscoperto la mia femminilità, la mia essenza interiore, per affermarmi ancora di più come Donna. L'armonia di gruppo che si è creata è stata fondamentale per poter lavorare nel profondo di me stessa, ma anche per divertirmi con tanta complicità instaurata fra le persone che ho conosciuto e che ho iniziato a frequentare anche al di fuori delle lezioni. Conoscere le proprie debolezze, le proprie fragilità, conoscere le ombre, poterle esprimere con il movimento del corpo al ritmo fra ciò che è dentro di me e quello che riesco a trasmettere è stato ed è molto prezioso. Conoscere questi aspetti mi ha aiutato anche nei rapporti interpersonali, al lavoro, nel quotidiano. Danzare è stato per me come terapia: liberare le emozioni, imparare a lasciarmi andare, senza vergona, a ritmo della musica. Negli stages e nei laboratori, si lavora con più profondità ciò che si elabora durante le lezioni, ed stato molto interessante condividere le proprie emozioni con gli altri. L’energia che il gruppo crea è sempre bella e potente. Nonostante la profondità dei temi affrontati, come il rapporto con i propri genitori, i ricordi della propria infanzia e adolescenza, l'Amore, l'erotismo, la sensualità nel rapporto di coppia, si percepisce un senso di leggerezza e liberazione. Mi piace danzare con veli, tacchi, cappelli, abiti da scena, mi sento diversa, mi sento bella, libera! Adoro ballare e sono grata a questa danza.

Elena (Impiegata)

Il mio percorso con la Danzateatro delle Origini, nel 2000, è nato per caso. Avevo sperimentato altri linguaggi nella danza, ma con Araceli ho trovato la libertà del movimento, una libertà del corpo e della mente, che mi ha poi accompagnato per tutti gli anni, nella ricerca di una verità interiore. Durante questi anni la mia vita è cambiata: sono diventata moglie, mamma, lavoratrice e nelle ore di danza ritrovo me stessa, lascio fuori i doveri, i ruoli, le limitazioni. Partire dalle origini ti fa capire meglio chi sei, quali sono le tue radici, il movimento, da dove veniamo, l’importanzza del ritmo, dell’ascolto del tuo ritmo, quello che ti viene dal cuore. Mi ha colpito molto che a questa danza possono partecipare tutti, senza limiti di età, senza basi, senza essere fisicamente perfetti, proprio tutto il contrario di quello che avevo vissuto prima nella danza, ed è stato bello scoprire quanto fosse vero… che tutti possono danzare! E tutti diventano meravigliose creature che si muovono con armonia, ognuno con la sua armonia.. Quando ci siamo esibiti in pubblico negli spettacoli è stato davvero un’esperienza totalizzante; entri dentro l’essenza dello spettacolo che diventa parte della tua vita. Te lo porti a casa, al lavoro, nei sogni il momento in scena è qualcosa che mi ha fatto provare delle sensazioni fortissime, che oggi poche altre cose riescono a farmi provare.

Erika (Libera professionista)

Fino all’età di 10 anni sono vissuta a Mogadiscio, la terra del sud del mondo. Il ritmo, il rito, il suono caldo dei tamburi, mi hanno sempre emozionata, incuriosita, e la danza è sempre stata per me una ragione di vita. Sono una Psicoterapeuta e dal 2013 integro nel mio lavoro gli insegnamenti di Araceli e della sua Danzateatro delle Origini, il movimento consapevole e l’espressione del teatro che danza. Avevo 37 anni quando ho incontrato Araceli e quell’incontro lo ricordo ancora oggi come una spinta di coraggio a superare la mia timidezza. Al termine dello spettacolo ‘El Sol Negro’, in scena per la prima in un piccolo teatro fiorentino, trovai il coraggio di avvicinarmi alla Maestra: non ero sicura che potessi danzare anche io, ma un richiamo fortissimo mi spinse a fare quel passo ! Araceli mi disse di provare ed io accettai. L’anno che avevo trascorso non era stato facile, venivo da una forte depressione e sentivo dentro di me un forte richiamo del corpo, al movimento. Avevo la sensazione di aver bisogno degli altri, delle persone.. di scoprire me stessa e gli altri. Con la Danzateatro delle Origini ho incontrato tante persone meravigliose, ho danzato con i loro cuori e loro con il mio, senza più nascondermi. Da allora non ho più smesso. Grazie alla danza di Araceli ho ritrovato il contatto con il corpo, me stessa, nel vuoto scavato in tanti anni, c’ero io, finalmente mi sentivo. Ho lavorato sugli archetipi che mi hanno liberata dagli ostacoli, provavo gioia, percepivo le radici, li tutte nel corpo, nelle gambe e i miei occhi si facevano via via più grandi e aperti sul mondo! Con occhi nuovi guardavo il mondo, in nuova e forse mai provata consapevolezza. Mi sono sentita, ancora una volta, sulla mia strada, di nuovo viva come in un rituale di passaggio, il rito verso la guarigione si compiva. Ero salva! Ringrazio l’anima forte, tenace, nutriente e tanto colorata della nostra Maestra Araceli. Con Amore e gratitudine profonda, grazie Ara e grazie alla tua danza!

Francesca (Psicoterapeuta)

Avevo terminato da un anno la mia carriera di atleta e non trovavo niente che potesse divertirmi e farmi muovere. Ed ecco che per passaparola conosco Araceli. Ero appena andata a vivere da sola, stava iniziando un nuovo periodo della mia vita e la danza di Ara mi è stata subito familiare: seguire un ritmo che, fin dal primo istante, ho sentito essere profondo, arcaico, lasciarsi portare da cuore e gambe verso nuovi movimenti. Ho danzato con Araceli lasciando che mi portasse su un cammino di fioritura e di scoperta che difficilmente avrei potuto godere così: ogni volta che finivo una lezione ero come rigenerata, la danza era parte di me. Mi ha permesso di sentirmi libera, audace, di amarmi di più per quella che sono ma anche di mettermi a disagio: sì, uscire da ciò che è conosciuto e affrontare tempi e spazi nuovi può mettere a disagio. Come quando mi sono vergognata di guardare negli occhi qualcuno che non conoscevo ma l’ho fatto. Oppure quando abbiamo ballato bendate: in quel momento ho capito che senza il limite della vista, l’energia diventa davvero potente, l’amore vasto, la curiosità non ha preconcetti: è stato un insegnamento stupendo! La soddisfazione di trovare i movimenti giusti ed entrare in sintonia con una musica incredibile mi ha fatto divertire così tanto, quasi da andare in estasi! È capitato anche di non riuscire a inventarmi, a lasciarmi andare, ad amare la mia immagine; talvolta ho percepito di non aver la fantasia artistica che sentivo mi fosse richiesta, ma anche questo era un insegnamento. La sorpresa di essere amata, di essere bella a modo mio, è una delle tante emozioni che costellano il rapporto con Araceli e la sua danza. E, proprio come in una relazione, ho avuto dei momenti di contrasto e lontananza ma mai di distacco completo. È qualcosa che ti resta. E infine il viaggio attraverso la rappresentazione del “Sol Negro”. Per me è e resterà un’esperienza ricchissima ed unica, così radicata e densa che ancora a distanza di anni mi tiene nella sua scia, nel bene e nel male. Un percorso di più di un anno, durante il quale di cose ne son capitate e così anche alle mie compagne. Il “Sol Negro” ci ha fatto diventare un gruppo compatto, un gruppo di artiste. Sì, mi son sentita così: un’artista. Grazie, Ara!

Giada (Ingegnere)

Araceli Bárcenas in Messico. Nel 2018 Artesa Danzaterapia ha avuto l'onore di invitare la maestra Araceli Bárcenas a tenere il workshop: “La danza dell'eterno femminino”. Attraverso la Danzateatro delle Origini siamo riusciti ad entrare nel linguaggio delle dee della terra, dell'acqua e della creazione. Dalle esplorazioni proposte abbiamo ricordato e imparato nuovi modi di abitare l'energia femminile. Con la danza, il rituale, il gioco e il movimento consapevole ci siamo immersi nell'archetipo delle dee per ricordare che la forza della divinità vive in noi. Infinitamente grate alla maestra che ci ha dato uno spazio d’incontro di storia, antropologia, tecnica e pratica corporale con le danze di diverse culture e che hanno aperto la libertà di espressione.

Ginadelangel e Laura (Direttrici di Artesa, Danzaterapia)

Non conoscevo questo tipo di danza, almeno non nel modo in cui Araceli lo ha sviluppato. Da tempo stavo cercando un corso di danza africana, ma nessuno mi soddisfaceva, erano troppo “maschili”. La prima lezione mi ha subito entusiasmato...sia come tipo di danza, sia per l’energia di Araceli....Pazzesca! Più che praticavo e più mi piaceva e più mi faceva entrare in contatto con me stessa, con la mia parte più profonda e femminile. Adoro ballare, e adoro la musica tribale, mi fa sentire viva, mi fa sentire donna, mi fa aprire a delle esperienze uniche, alla parte più selvaggia e femminile del mio essere. E’ una sorta di “guarigione”, è il riappropriarsi della mia parte selvaggia, la riconquista del proprio istinto, la riconquista del corpo. Sono una persona abbastanza timida, che difficilmente si lascia andare, e la danza mi sta aiutando moltissimo. Mi da più fiducia in me stessa sia a livello psichico che a livello corporeo. Per quanto mi riguarda la Danzateatro delle Origini è un processo di guarigione, in quanto ritrovamento della propria natura profonda e della propria vita creativa. E' una danza passionale, sensuale, selvaggia, rituale, vitale, liberatoria, è nutrimento. All'incontro con la danza è legato anche l’incontro con Araceli, una donna che con la sua energia, la sua forza da “donna selvaggia” mi sta aiutando e stimolando tantissimo. È un incontro fondamentale nel mio processo di crescita personale. La mia idea è organizzare con dei colleghi dei laboratori di danza e teatro a scopo terapeutico...e sicuramente tutto il lavoro che sto facendo nella danza lo applicherò. È fondamentale riconquistare la nostra parte istintuale, che con l’esperienza della vita purtroppo dimentichiamo....e penso sia la prima tappa per la propria guarigione.

Giulia (Costumista)

Uno sguardo alle Origini. Attualmente sono il direttore della compagnia Komilfó Teatro in Lima, Perú, ma nel 2016, quando ho incontrato Araceli Bárcenas a Cuernvaca, in Messico, sono stato invitato come attore-danzatore a partecipare nella creazione dello spettacolo “Agua, Música para la Voz”. Araceli dirigeva il laboratorio di creazione scenica; lei era pronta e disposta a condividere la sua vita, la sua esperienza. Vederla e sentire la sua energia era già un'ispirazione. La Danzateatro delle Origini mi ha portato a una e molte cerimonie con me stesso, cerimonie e rituali per la creazione del personaggio o dei personaggi. È emozionante creare un personaggio, indagarlo, sentirlo e permettergli di entrare e uscire dal suo mondo, dal suo immaginario, per comporre i suoi movimenti, i suoi sentimenti, il suo passato e i suoi desideri. Un intero Rituale per permettermi di entrare nei loro mondi, attraverso la proposta scenica di Araceli, in cui ho potuto costruire personaggi come Amadeo, Ulisse, Narciso, La Mosca. Ognuno di essi è stato il risultato del mio incontro con la danza delle mie origini. La cerimonia della reazione è stata il risultato di questa esperienza arricchente per il mio lavoro. Entrare nell’immaginario, nei nostri sogni, nel nostro inconscio è stato concepire l'atto della creazione, concepito da noi stessi e in modo extra-ordinario. Grazie mia cara Araceli.

Jaime (Attore e Danzatore)

Negli ultimi anni mi sono dedicata all'esplorazione del corpo partendo dalla performance che, alla fine, mi ha portato alla danza e alla danzaterapia. Nel 2018 “Artesa”, uno spazio che promuove la danzaterapia in Messico, ha organizzato un workshop diretto da Araceli Bárcenas: “I Miti del Femminile”. Mi è sempre piaciuto questo tema perché mi piace lavorare con la femminilità. Quando Araceli ha iniziato ad esplorare i ritmi di provenienza africana, mi sono immersa in nuove espressioni e sensazioni, come il suono della dea Oyà che doma il vento o la danza di Yemayá la dea del mare con la sua gonna bianca, ampia che si muove come le onde. Yemayá mi piace molto per il suo senso di maternità e di amore incondizionato. Tra i momenti più intensi ricordo il rito/danza di Persefone, dove l’esplorazione emotiva era molto profonda. Tramite questo rito capii che dovevo rompere il legame che avevo con mia madre e credo che sia stato l'innesco di un processo terapeutico, emotivo che mi ha portata ad una maggiore consapevolezza. Ho imparato a porre i limiti tra la mia soggettività e gli altri. Nella mia memoria è rimasta anche la danza dei fili di Arianna, di Teseo e il Minotauro. È stato molto bello tessere quella rete di fili tra tutti i membri del gruppo e vedere che le coincidenze non esistono perché siamo tutti uniti dallo stesso filo chiamato vita. È stato molto commovente quel momento. Nel mio presente considero l’esperienza della Danzateatro delle Origini come parte del mio "Albero del Movimento" che, la Casa del Movimiento, dove studio danzaterapia, mi ha chiesto di realizzare, per illustrare i riferimenti che hanno segnato il mio essere attraverso i linguaggi espressivi del corpo. Sono molto grata ad Araceli che mi ha dato l'opportunità di scoprire mondi nuovi dell’espressione artistica e ho il piacere di poter condividere la mia testimonianza e spero che quando ci saranno le condizioni, la rivedrò per danzare insieme.

Julenne (Laureata in arti visive)

Da quando ho scoperto la Danza Teatro delle Origini di Araceli mi sono innamorata della danza e dentro me è esplosa la voglia di danzare. Ricordo che un giorno dovevamo scegliere una posizione statica e libera per poi lavorare sull’archetipo dell’Orfano. Lasciandomi guidare dalla mia Maestra, il mio corpo trovò lo spazio per lavorare su quel lutto. Da lì iniziò l’elaborazione del dolore. Quel giorno ho capito che avrei voluto continuare a sperimentare il metodo di Araceli, ponendomi il “sogno” di promuoverlo con l’insegnamento. La formazione fu totalizzante. Araceli con la sua personalità, la sua energia, mi colpì nel profondo. Iniziò a formarmi nel corso delle lezioni e anche fuori di esse. Parlavamo molto, mi suggeriva video, letture, dipinti e foto: tutto era spunto per crescere e riflettere. La sua generosità mi rese fiduciosa e cominciai a credere nella possibilità di realizzare i miei sogni. Ho seguito tutti i suoi corsi e laboratori fino alla messa in scena di “El Sol Negro”. Conoscere le basi e la tecnica della Danza Teatro delle Origini mi ha preparato e nutrito. La verità del movimento, contro l’effimera bellezza, il ritorno agli istinti, l’importanza degli opposti, la forza di rito-ritmo-mito sono solo alcune delle basi di questo splendido linguaggio. La realizzazione della performance “El Sol Negro” coincise con un periodo personale devastante. Malgrado le mie difficoltà – trovandomi sempre in bilico tra il sogno di nutrire la mia passione e le pressioni quotidiane – decisi di partecipare e attraversare le ombre più nascoste. Quel cammino mi portò alla luce, all’amore, ancora una volta alla fiducia. Adesso, come insegnante, cerco di divulgare con tutta l’onestà e l’impegno possibile questo linguaggio. Le mie allieve, principalmente donne di diverse età, riportano esperienze che a mia volta ho vissuto; grazie ad esse e alle loro realtà condivise con libertà e amore, sono giunta a capire che io stessa sono forte di quel che ho appreso. Non importa se dentro porto le mie fragilità, il metodo di Ara mi guida. La mia speranza di insegnante, e prima ancora di donna, è di riuscire a far vivere a tutte le mie allieve anche solo una piccola sfumatura di quel meraviglioso caleidoscopio che questa danza rappresenta. Fiducia, lasciar fluire. Come l’esercizio dell’Orfano, come la messa in scena di “El Sol Negro”, come la prima lezione da insegnante. Fiducia. Questo è uno dei più grandi insegnamenti che il viaggio con la Danzateatro delle Origini mi ha tatuato addosso. Inizio a scrivere e il mio cuore danza.

Laura (Libera professionista, insegnante di danza)

La Danzateatro delle Origini ti porta a vivere sensazioni che in qualche modo hanno segnato il percorso della tua vita, cercando di capire cosa puoi fare per migliorarti. Il mio percorso in questa danza particolare è iniziato quando mia figlia di quattro anni è stata allieva di Araceli; sapevo che lavorava anche con gli adulti è così ho iniziato anch’io. Mia figlia, molto ribelle, non andava d’accordo con i coetanei dell’asilo, ma attraverso questa danza e la pazienza di Araceli è riuscita a socializzare e migliorare la relazione con gli altri. Il gruppo delle bimbe era un gruppo affiatato, allegro e armonioso; cercavano insieme di aiutarsi e risolvere piccoli momenti di difficoltà o malintesi tra di loro, sempre sotto la guida della maestra. Una volta che mi sono inserita anch’io nella danza con gli adulti ho cominciato a fare anche degli stages, dove si scatenava una energia diversa, ma sempre potente, come in un limbo multicolore, un arcobaleno. Nel nostro mondo Ara era il mentore perfetto, sapeva organizzare sempre nuovi percorsi, sempre più elaborati incentrati sull’anima, sul nostro sentire, compresse le nostre paure. Ricordo in particolare un laboratorio sulle dee. Io facevo Inanna, una dea che incarna la luce e l’ombra dentro di sè ; mi ha coinvolta così tanto che l’ho relazionato a un momento molto difficile, un litigio con mia sorella. Attraverso la danza è venuto fuori il dolore che provavo per la lontananza con mia sorella e grazie a questa esperienza ho iniziato ad avere più serenità e iniziare un processo di riavvicinamento con lei. Questa esperienza mi ha insegnato che i legami di sangue non si possono cancellare, non possiamo dimenticare o nasconderli. In questo e altri percorsi con la danza Ara è stata sempre presente, accompagnandomi nelle mie difficoltà, scoprendo nuove forme per stare meglio e migliorarmi. La Danzateatro delle Origini, con amore e saggezza, porta a scoprire se stessi: è come suonare un pianoforte che all’inizio è difficile da imparare, ma quando poi ci provi, quello che viene fuori è fantastico!

Lisa (Custode)

La Danzateatro delle Origini è stata un’esperienza formativa. Il percorso mi ha arricchito molto, sia da un punto di vista di crescita personale che professionale. Negli anni ho integrato questo metodo alla mia ricerca come psicologa e insegnante di yoga, che vede nella danza una via di consapevolezza di sé. La danza di Araceli mi ha aiutata a trovare il contatto con il mio istinto, a prenderne coscienza e a canalizzarlo, sviluppando il senso del femminile. Il movimento ripetitivo e guidato apre una porta all' essere primordiale che è in ciascuno di noi, alla saggezza ancestrale ...per me è stato come ritrovarmi, un tornare a casa. Integrando profondamente in me questo processo è venuto spontaneo portarlo nella mia professione e aiutare tante donne e uomini ad entrare in contatto con la loro parte più arcaica, o meglio archetipica, potendo così elaborare le proprie coscienze. Alcuni anni dopo, sono ritornata a Firenze per partecipare ad un laboratorio con Araceli. Vivevo un periodo post gravidanza ed è stato fondamentale perché mi ero allontanata dalla danza e mi sentivo bloccata. Danzare di nuovo “le origini” è servito a ritrovare una “me” che non riuscivo più a trovare, che sentivo lontana. Ho ritrovato anche "il senso di gruppo ", che mi mancava tanto… di nuovo provavo gratitudine e appartenenza. Commozione. E questo è bellissimo! Provo una sincera gratitudine per Araceli e l’esperienza con la sua danza.

Marcella (Psicologa e insegnante di yoga)

Mi è sempre piaciuto ballare ma mi sono avvicinata alla danza solo in tarda età. Quando ho conosciuto Araceli e quindi la Danzateatro delle Origini che lei insegnava , avevo tra i 35 - 40 anni. Il mio corpo era rigido, il bacino si rifiutava di muoversi, le spalle si contraevano invece di rilassarsi. Ma quando iniziava la musica ed il suono del tamburo, sentiva un richiamo irresistibile e così il corpo nonostante i suoi movimenti goffi ed impacciati era costretto a seguirla. Col tempo smisi di concentrarmi sulla difficoltà dei movimenti e mi lasciai andare al ritmo della musica. Fu allora che corpo, mente ed anima cominciarono ad allinearsi e che capii una cosa fondamentale: anche se non possedevo il fisico della ballerina e mi mancava l'armonia estetica dei movimenti, avrei potuto danzare qualsiasi musica se avessi lasciato che il mio io interiore guidasse i miei passi liberando il mio corpo e la mia mente. Così mentre da una parte cercavo sempre di migliorare la qualità e l'estetica dei movimenti che imparavo a lezione, dall'altra prendevo sempre più sicurezza finché non mi sentii più in difficoltà a danzare da sola in mezzo al cerchio o di fronte agli altri. Questo è stato il percorso che ho fatto da quando ho avuto la fortuna di conoscere e seguire i corsi di una grande insegnante di danza e ballerina, Araceli Bárcenas, che partendo dall'idea che la danza dovesse essere per tutti e non solo appannaggio di pochi, ha sempre guidato i suoi allievi non solo ad imparare la tecnica e raggiungere l'estetica del movimento, ma anche a cercare se stessi attraverso la danza, toccare la parte più profonda, liberare la propria energia per fare della propria danza un 'arte capace di comunicare e trasmettere emozioni Oggi quando la musica inizia chiedo alla ballerina che è in me di prendere il sopravvento, guidare i miei passi ed aiutare il mio corpo a danzare le emozioni che la musica produce, a lasciar venire alla luce la mia parte più profonda, che non è detto sia la più bella ma sicuramente è la più vera e forse per questo alla fine quella più armonica.

Maria Chiara (Impiegata)

Ho incontrato Araceli quasi per caso , frequentando un suo stage sugli archetipi. Avevo 48 anni, e mi piacque moltissimo fin da subito! È stato l’inizio di un mondo per me sconosciuto e da lì ho cominciato a frequentare le sue lezioni e a conoscere un aspetto della danza che mi ha molto affascinato. Sono rimasta per dieci anni e ancora continuo a partecipare in questo percorso. Le lezioni di danza di Araceli non sono semplici lezioni, o meglio non sono lezioni che riguardano solo la tecnica, sono qualcosa di più, sono soprattutto liberare le emozioni ed esprimerle cosi’ come le senti, a volte anche con piccoli gesti, senza una sequenza precisa. In questo esprimere le emozioni è molto importante il gruppo perché l’empatia che si crea ti aiuta a liberarti. Durante gli anni di Danzateatro delle Origini scopri cose di te che non pensavi di possedere, anche aspetti che a volte non sono positivi ma che comunque fanno parte di te e che devono essere elaborati. Anche se questo percorso non è semplice alla fine si riesce ad accettare la nostra ombra e trasformarla in luce. Danzare con Aracita –così la chiamo io- non solo mi ha aiutata a migliorare il corpo nel suo movimento, mi ha portata anche a cambiare alcune prospettive della vita, di me e con gli altri. Gli spettacoli di fine anno sono anch’essi pieni di emozioni; le ore che precedono gli eventi senti la tensione, il nervosismo, l’ansia prima dell’esibizione, sensazioni che svaniscono grazie alla complicità con il gruppo. Quando senti questa unione e se il pubblico applaude allora sei soddisfatta perché pensi di essere riuscita a trasmettere le emozioni che hai dentro.

Maria Rosalba (Funzionario Tributario)

Quando ho incontrato la prima volta Araceli al suo corso di danza è stato come un attore aggio di luce e di magia. La sua potenza, la sua forza, la sua passione nel condurci mi hanno coinvolto immediatamente in una energia che proveniva da molto lontano. Lavorare con Araceli, nei suoi seminari a tema è stato come attraversare un oceano. Entrare profondamente nel proprio mare interiore di emozioni. Ritrovarsi e perdersi e ritrovarsi di nuovo. E tutto al femminile. Una bellezza tenera e fulgida allo stesso tempo.

Marisa Counselor relazionale e insegnante di metodo mimico)

Ho incontrato Araceli in età matura grazie ad una persona che l'aveva conosciuta e subito mi sono accorta che la sua danza era quello che cercavo per ritrovare il contatto con la terra, le origini, gli antenati. Per formazione fino ad allora ero vissuta principalmente nella mente e non mi dimenticherò mai la prima lezione, il piacere che aveva provato il corpo nel ballare questa danza primordiale e allo stesso tempo sensuale. Lo studio delle dee mi ha inoltre permesso di contattare parti di me che non avevo mai preso in considerazione ma che aspettavano solo di essere portate alla luce. Grazie Araceli per esserci, per la forza che metti in tutto quello che fai e che riesci a trasmetterci.

Maurizia (Ingegnere)

Sono un’allieva per cosi dire "attempata" di Araceli…Ricordo che fui avvolta subito, fin dai primi istanti, dalla fantasia, dai ritmi di tamburi, delle musiche: ero acqua…fuoco…vento..., rabbia, gioia .. Ripenso con emozione a quando, avendo più di settanta anni, mi sono trovata sul palcoscenico del Teatro Puccini, per la prima volta, con un faro che mi illuminava: girando un ombrellino, io proprio io, cantavo e mimavo "ma l'amore no...l'amore mio non può...", ero felice, mi sentivo bene! L'incontro con Araceli è stato un vero incontro perché in tutto ciò che ho appreso non sono mai mancati l' amicizia e l’affetto. Grazie Ara!

Mavi (Pensionata)

Ho iniziato danza (contemporaneo e Butoh) e teatro all'età di sedici anni. Più tardi ho studiato la danza del ventre, le danze tribali e dell’India. Attualmente sono la direttrice della scuola di danza tribale e dell’India in Cile “Tribu Ayelen, ex Ganesha” e mi dedico anche all'insegnamento di queste danze. Da quando ho conosciuto la Maestra Araceli, durante gli anni che è venuta a dare laboratori in Cile, ho avuto una connessione unica con lei, mi ha portato di nuovo al teatro stando nei suoi workshop, ho potuto sperimentare ciò che è profondamente vero sull'anima umana e i suoi processi in azione. Ho usato il linguaggio del Danzateatro delle Origini per la costruzione dei pezzi coreografici che nella mia scuola. I suoi insegnamenti mi hanno lasciato il significato di essere consapevole del movimento, di essere vigile e dell’importanza della presenza sul palco, mi ha lasciato anche il desiderio di continuare a progredire nelle arti dello spettacolo.

Rosío (Insegnante di danza)

Ho iniziato la danza con Araceli in un periodo molto delicato della mia vita. Era finito il mio matrimonio e dovevo fare i conti con il mio desiderio di maternità mancata, offesa e tradita. Insomma uno squarcio nell'anima. Partecipai ad una lezione di Araceli nel 2010 e fin da subito fui rapita dal clima di accoglienza, di femminilità. Era quello di cui avevo bisogno in quel periodo e per un bel po’ di tempo, io che non sono mai riuscita ad essere costante, sono riuscita a diventare una sorta di Penelope (sempre con le mie difficoltà ovviamente) della Danzateatro delle Origini e, piano piao, sono riuscita a ricomporre la tela della mia femminilità ferita. Sono stata Ofelia e e poi acqua, e poi guerriera! Ho ritrovato la voglia di combattere e abbattere le barriere che la sofferenza vissuta mi aveva costruito davanti. Passo dopo passo, selva dopo selva, mi sono rimessa in contatto con la parte più ancestrale di me, la profondità del mio essere donna, femmina, essere umano, persona. Per quanto mi riguarda l'esperienza di danza come terapia ha avuto effetti solo positivi, aiutandomi a percepire il femminino come una leva verso il mascolino, il cielo dove elevarsi staccando le punte dei piedi, la terra dove abbassarsi per sentirne l'odore, l'aria dove lasciarsi oltrepassare, l'acqua dove bagnarsi e rigenarsi. Ara, la mia CarAra, come la chiamo io, mi ha aiutato a fare tutto questo.

Rosita (Assistente Sociale)

Ricordo che all’inizio l’incontro con la danza di Araceli non è stato facile, non riuscivo a integrarmi nel grupo e nel’appproccio con i movimenti… poi, piano piano sono stata sempre più coinvolta; riconosco che la danza mi ha aiutato e da allora fa parte della mia vita. La Danzateatro delle Origini ti riporta agli albori, a sensazioni sopite, specialmente quando ci sono le improvvisazioni, il suono della musica e il relazionarsi con il gruppo, mi porta delle sensazioni piacevoli e liberatorie al tempo stesso. Durante quest’ultimo periodo di quarantena partecipare ai corsi da remoto mi ha aiutata molto, così come negli incontri all'aperto, quando possibili, ho sentito un ulteriore arricchimento (il contatto con la natura ha fatto il resto!). Danzare alimenta la mia creatività artistica e mi piacerebbe integrare la pittura con la danza... Per quanto riguarda i saggi e gli spettacoli di danza, devo dire che essendo un po’ timida non li ho mai vissuti molto bene e poi non ho memoria per le coreografie! Concludendo posso dire che ho avuto un bell'arricchimento dalla danza e ovviamente a te, Ara, grazie di cuore.

Sabrina (Pittrice)

Ho incontrato la Danzateatro delle Origini nel 2007. Avevo visto alcuni spettacoli di Araceli, ne avevo sentito parlare. Iniziai, così, d’istinto! Non avevo mai fatto danza prima e non pensavo che sarei stata in grado. Con qualche interruzione per motivi di lavoro, non ho mai più lasciato questo percorso e anche se ogni volta ho qualche difficoltà per riprendere il ritmo, come dice Araceli, “il corpo ricorda". In questi anni ho fatto molti progressi nella mente, nel rapporto con il mio corpo, nel concedermi questo spazio di creatività in una vita molto impegnata. Incontrare la Danzateatro delle Origini mi ha cambiata e ha cambiato la mia vita. Ho iniziato a fare danza ormai da adulta, in un periodo difficile della mia vita, dopo un lutto che mi addolorava molto e la fine di una lunga relazione. Avevo la necessità di “ricompormi” e di ritrovarmi, o forse solo di trovarmi. Penso che siano soprattutto due gli aspetti davvero importanti nel moi percorso: sono finalmente riuscita a definire mio essere donna, la femminilità vissuta come istintiva, non culturale. Riguardo la femminilità, il lavoro della donna lupa, ispirato dal libro di Pinkola Estés, e quello sugli Orishas, le divinità archetipe afro-cubano-brasiliane sono state fonti di ispirazione imprescindibili. Il secondo aspetto è quello relativo a una visione della vita come energia, come gioco e sfida, innervata dalla condivisione delle esperienze del nostro gruppo di donne tutte straordinarie perchè tutte diverse, con esistenze e formazioni, età, obiettivi differenti, ma che proprio per questo arricchiscono molto anche me, il mio orizzonte. Danzare ha accompagnato la ricerca di me stessa, di chi sono e chi voglio essere, soprattutto approfondito nei bellissimi laboratori fatti negli anni. Lo spettacolo Donne in ritratto è stato per me un’esperienza fortissima, intensa. Da allora e ancora oggi partecipo con entusiasmo a tutti gli appuntamenti dei corsi e degli stages, sempre con la stessa emozione; i quadri di teatro-danza, le improvvisazioni. Per molto tempo sono stata imbarazzata e intimidita a parlare in pubblico e a trovarmi di fronte una platea come mi capita in convegni o conferenze pubbliche. L’esperienza acquisita durante gli spettacoli mi è servita molto per essere più sicura di fronte agli altri, non temere il giudizio e avere un atteggiamento più assertivo, e forse anche un po’ più sfrontato. E’ stato importante rompere le barriere di timidezza e non aver paura di mostrarsi a nudo, di non avere timore dei giudizi e dello sguardo altrui. Anche qui il legame con Araceli e il gruppo è sempre potente, un’energia di fuoco e di trasformazione che mi ha accompagna sempre, in tutte le esperienze.

Valeria (Docente universitaria)

Fotografie - work in progress

Betto Iaquinta

Simona Guasti

Silvia Rachini

L'ALTRA DANZA

Simona Guasti

L'ALTRA DANZA

Carlo Crociani

L'ALTRA DANZA

Sandra Ceccarelli

L'ALTRA DANZA

Alessandro Botticelli

Simone Veneziani

Simona Guasti

L'ALTRA DANZA

Leonardo Crociani

L'ALTRA DANZA

Potere e magia del movimento